ISU World Figure Skating Championships | Short Program, Ladies

Helsinki (FIN) – Culmine delle competizioni per la stagione 2016-17, il mondiale di pattinaggio artistico di figura si apre all’Harwall Arena con il Ladies Short Program. Negli atteggiamenti delle atlete sarà manifesta la tensione? A spaventare sarà la necessità di mostrare i risultati della crescita occorsa durante quest’anno di competizioni? La volontà di riscattarsi da prestazioni dubbie? O la qualificazione olimpica? Sì, la grande corsa che ci porterà a PyeongChang 2018 ha avuto ufficialmente inizio! Spetterà alle classifiche di questo mondiale stabilire il numero di posti, ovvero il numero di pattinatori, che ogni singola federazione potrà portare all’ombra della fiaccola olimpica per ciascuna delle quattro categorie (più il team event)!
Lo Short Program dunque assume un valore aggiunto oltre a quello di ‘selezione’ per il Free Skating ed ogni cambio dall’originale elenco delle entries – le qualificate al mondiale comunicate dall’ISU il 9 marzo 2017 – ha portato ad un nuovo conteggio delle possibilità di determinati tipi di classifica di realizzarsi. Se l’assenza dell’olandese Niki Wories è passata relativamente inosservata, avendo mancato anche l’appuntamento europeo, ben più “cariche di conseguenze” sono apparse le sostituzioni – per infortunio - di Satoko Miyahara (JPN) e Zhao Ziquan (CHN) con le connazionali Rika Hongo e Li Ziangning in un contesto dove Canada, Stati Uniti d’America, Cina e Giappone concorrono per una seconda e terza posizione del podio da sottrarre ad un’agguerrita Russia. Di certo c’è che nessuna delle contendenti al momento possiede capacità tecniche ed interpretative in grado di impedire ad Evgenia Medvedeva, reduce da un nuovo record mondiale all’Europeo, di conquistare il suo secondo titolo mondiale consecutivo.
Chiusa questa necessaria premessa, la gara.

La classifica delle atlete qualificate! Qui (clicca) il pannello dei giudici nel dettaglio.

Delle 37 convenute solo 24 hanno ottenuto le qualificazioni al Free Skating. Tra quante non hanno saputo passare allo step successivo meritano d’essere citate Shuran Yu, prima atleta di Singapore riuscita ad ottenere la qualificazione a quest’evento, e Isadora Williams, brasiliana. A dimostrazione di come questa disciplina stia suscitando sempre più interesse anche nelle nazioni più “insolite”. Pur nei limiti dati dalla qualità dei programmi offerti, inoltre, mi sento in questa sera di portare il mio plauso a Dasa Grm (SLO) e Kestin Frank (AUT). Vederle partecipare a competizioni di grande rilievo è sempre un piacere.

In una giornata dove il pannello tecnico si è fatto notare per severità, giustificata dall’importanza dell’evento, Anastasia Galustyan (ARM) centra la qualificazione presentando un programma incentrato sull’inanellamento di piccoli elementi eseguiti con sicurezza. L’atleta armena si inserisce così in una bassa classifica in cui spuntano a sorpresa i nomi di Nicole Schott (GER), Laurine Lecavelier (FRA) e Zijun Li (CHN), ree di non aver eseguito programmi puliti. A un destino non dissimile è andata incontro Carolina Kostner (ITA). La sua FCSp è stata considerata solo di livello 1 ed il 3F, seppur atterrato, ha ottenuto GOE negativi da parte del pannello giudicante. Chiuderà in ottava posizione, graziata in classifica proprio dagli errori delle altre pattinatrici. A pagare il prezzo più alto, tuttavia, è stata Mai Mihara (JPN)! Cadendo sul 3F, considerato solo doppio, la vincitrice dei Four Continents si è vista invalidare l’elemento nella sua interezza perdendo un tale ammontare di punti sul totale da chiudere in quindicesima posizione! L’esclamazione di stupore sfuggita al pubblico sull’errore della giapponese ha ben reso quanto la caduta sia avvenuta in maniera imprevista e sconvolgente. La sorpresa inaspettata e non voluta della giornata!

Confermano, invece, i giudizi positivi strappati in corso di stagione Loena Hendrickx (BEL), Mariah Bell (USA) e Kailani Craine (AUS) che pur non ottenendo piazzamenti prestigiosi continuano il percorso di crescita personale migliorando i loro punteggi. Da vedere, tenendo le dita incrociate per il suo futuro, anche Elizabet Tursynbaeva (KAZ), che ha presentato uno splendido programma aperto con un 3Lz+3T e proseguito con un 3Lo e 2A nella seconda parte e PCS giudicati con una media al di sopra del 7.0! L’atleta kazaka con il suo decimo posto sembra confermare la leggenda metropolitana che vorrebbe Brian Orser capace di trasformare in oro qualunque atleta posto sotto la sua guida!

Terza in questa classifica provvisoria, Gabrielle Daleman (CAN). Dietro di lei, Anna Pogorilaya (RUS). Nel confronto tra le due atlete per l’ultima posizione del podio, la canadese è uscita vincitrice sostenuta dal TES ma i PCS hanno incoronato la russa dimostrando come ci sia margine di manovra per non rendere il podio delle Ladies una faccenda chiusa. Non solo la russa, tuttavia, sarà pronta a cogliere l’occasione Karen Chen (USA), Maria Sotskova (RUS), Rika Hongo (JAP), Wakaba Higuchi (JPN) e Ashley Wagner (USA) si trovano sufficientemente vicine da poter – con buoni programmi liberi – rivoluzionare la classifica in proprio favore! Chen, soprattutto, è chiamata a non fare errori se vorrà vedersi confermata come atleta di punta del movimento americano nella prossima stagione in cui sarà necessario selezionare gli atleti statunitensi da mandare in Corea.

La vera sorpresa di questa gara è stata Kaetlyn Osmond (CAN), tornata ai mondiali dopo due anni d’assenza. La sua prestazione odierna (3F+3T, 3Lz, 2A e trottole tutte confermate a livello 4) sulle note di “Sous le ciel de Paris” e “Milord”, entrambe di Edith Piaf, la portano in seconda posizione in classifica. Aprendo le speranze ad una medaglia che, oltre a far dimenticare l’undicesimo e l’ottavo posto conseguiti durante le edizioni 2013 e 2014 della competizione, confermerebbero l’ottimo lavoro in questa stagione!

Infine lei, Evgenia Medvedeva (RUS). Ha confermato le attese con una nuova prestazione da incorniciare. Quali parole d’approvazione non sono state utilizzate nel corso di questa stagione per esprimere come stia ridefinendo questa disciplina? Il miglior elogio? Il silenzio del pubblico, fatto di respiri trattenuti nell’ammirazione mentre lei esegue gli elementi del suo programma, che esplode nell’ovazione quando l’ultima nota si posa sul ghiaccio.

Ora cosa accadrà? Riusciranno Osmond e Daleman a confermarsi sul podio, magari sfruttando i margini dati dal punteggio ottenuto in questo segmento di gara, o dovranno cedere all’assalto delle pattinatrici russe e americane? Le atlete giapponesi avranno occasione di riscatto e conseguentemente gli spazi necessari in vista delle Olimpiadi? Si vedrà. Quando? Venerdì 31 marzo 2017, ore 18:00 locali.

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